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Il processo di coaching parte da un bisogno esplicito da parte del cliente. A partire dal bisogno vengono individuati gli obiettivi che devono essere definiti in maniera puntuale e “contrattualizzati” in quanto sono alla base del processo di cambiamento. Per raggiungere gli obiettivi viene cucito su misura l’intervento di cui vengono analizzati i risultati nell’immediato e a distanza di tempo per verificarne il mantenimento.

bisogno -> obiettivo/i -> metodologia -> applicazione -> verifica

Chi sono

“Lo sport va a cercare la paura per dominarla, la fatica per trionfarne, la difficoltà per vincerla”.
(Pierre de Coubertin – fondatore dei Giochi olimpici moderni)

La mia storia personale, tra errori e traguardi, rappresenta la chiave della mia mission professionale.
Da sempre appassionato di sport e di attività legate al mare, ho praticato per anni arti marziali per poi dedicarmi definitivamente alla subacquea e all’apnea. 
Ho praticato Karate fino al 1°DAN, senza credere sufficientemente in ciò che volevo fare per puntare seriamente all’agonismo.
Ogni stagione estiva la dedicavo al mare e al mondo sotto la superficie. Ho ricevuto in dono dalla mia famiglia questa passione che ho potuto coltivare ottenendo il primo brevetto sub a 18 anni e immergendomi in apnea ogni volta che potevo.
Durante il periodo universitario ho ripreso ad allenarmi cambiando disciplina e approccio nelle arti marziali e ottenendo nuovi brevetti nella subacquea e nell’apnea.
Attualmente vivo in Veneto; moglie, figlio e lavoro sono le priorità ma, anche grazie a loro, riesco a continuare a portare avanti le mie passioni sportive. Tuttavia, il rimpianto di non aver portato avanti l’agonismo mi spinge oggi sempre più ad orientare il mio lavoro e sviluppare le mie competenze per aiutare chi ama lo Sport.
Attraverso il mio lavoro ho capito che in assenza di “salute” non arrivano le prestazioni desiderate e, viceversa, spesso il nostro star bene dipende dal rapporto che abbiamo con le nostre prestazioni.

Il Metodo e le fasi del processo di coaching

“La forza mentale distingue i campioni dai quasi campioni”.
(Rafael Nadal)

Prima fase
(Goal Setting)


Conoscenza reciproca, analisi della richiesta e della disciplina sportiva, individuazione dell’obiettivo/i.
Gli obiettivi possono riguardare un risultato atteso (vincere una competizione, accedere ad una selezione, etc.), il miglioramento di una prestazione (tempi, punti, goal etc.) oppure essere focalizzati su un processo (la tecnica, l’azione, le sensazioni, etc.).
In tutti i casi, ogni processo di cambiamento richiede che gli obiettivi siano SMART: Specific (specifico); Measurable (misurabile), Achievable (raggiungibile), Relevant (rilevante), Time-based (basato sul tempo).

Seconda fase
(Action Plan)


Definizione congiunta della metodologia e del piano di azione. Lo scopo è definire chiaramente le azioni da intraprendere, i tempi necessari, le risorse già possedute e i tentativi fallimentari. Nell’analisi vanno tenute in considerazione anche le persone coinvolte, il livello di motivazione e la percezione di quale sia il punto di partenza nella scala verso l’obiettivo.

Terza fase

 

Analisi dei risultati, feedback e avanzamento. Quando un obiettivo è ben definito, è possibile monitorarlo e individuare punti di forza e aree di miglioramento nella strategia che si sta utilizzando. Solo attraverso un confronto continuo e feedback strutturati sul lavoro fatto si possono preparare i passi successivi.

Fasi finali


Ridefinizione delle risorse personali mobilitate e consolidamento dei risultati nel tempo attraverso follow up. Il ruolo del Coach è quello di mobilitare le risorse del Coachee: i risultati e il cambiamento avvenuto sono una conseguenza di azioni e strategie che vanno comprese e interiorizzate per poter essere mantenute nel tempo come un automatismo. 

“In genere le migliori performance arrivano quando non ci si pensa” T. Gallwey

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